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Il dialetto sopravvive a teatro
Corriere di Ravenna - Febbraio 2006

SAN PIETRO IN VINCOLI - La lingua romagnola continua a mantenersi viva anche grazie al teatro. È giunta infatti alla sua undicesima edizione la rassegna del teatro dialettale romagnolo promossa e organizzata dalla Capit di Ravenna che, da ottobre a gennaio, sul palcoscenico del teatro Manzoni, ha ospitato dieci compagnie che si sono contese l’ambito premio dedicato alla memoria “Gioacchino Strocchi”.Alla presenza dell’assessore comunale Roberto Gualandi, del segretario provinciale di Capit Pericle Stoppa, di Walter Fabbri e di Lino Strocchi, fratello del compianto Gioacchino, sono stati consegnati i premi assegnati dalla giuria e del pubblico.Il riconoscimento per la migliore rappresentazione in assoluto è andato alla compagnia “La Romagnola Cdt” di Bagnacavallo, che ha portato in scena la commedia “La fameja d’imbarlè”, di Bruno Marescalchi, mentre alla compagnia “La Speranza” di Savignano sul Rubicone è stato assegnato il premio per la miglior scenografia e costumi. Al gruppo bagnacavallese è andato anche il premio speciale assegnato dal pubblico della rassegna.La giovane Laura Pratolesi, della compagnia “Amici del di Cassanigo”, ha vinto il premio come miglior interprete femminile con il personaggio di Mariulì nella commedia “Mariulì la fa i pì ross”, mentre miglior interprete maschile è stato giudicato Adriano Mazzoli della compagnia “Caveja e Ravegnana” nei panni di Arturo nella commedia “Arturo Lentini, trasporti rapidi e affini”.

 

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