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FORLI’ – Gran serata venerdì scorso al teatro San
Luigi per la rassegna della commedia dialettale “amarcord San Luis”.
Davanti a un folto pubblico la compagnia “la rumagnola C.D.T.” di
Bagnacavallo, ha rappresentato “Cla Bèla famiulèna”.
La commedia, in passato ripetutamente rappresentata, ha ricevuto nell’attuale
interpretazione un rilievo forse maggiore di quello che avevo già notato.
Il merito si deve certamente alla regia di Arturo Parmiani, che ha saputo
armonizzare i suoi attori e fonderli in modo da non lasciare in ombra
nessun personaggio e da animare l’esecuzione, anche nei momenti
difficili. La vicenda è particolarmente gustosa. Pulinèra
(Arturo Parmiani) anticlericale mazziniano, già umiliato per il
fatto che suo figlio si è fatto prete; tiranneggiato dalla moglie
Clurinda (Maria Baioni), cattolica praticante, stretto dalle tenere pressioni
della figlia Nina (Elisa Prampolini), finirà per battezzarsi e
in occasione del suo trentesimo anniversario di matrimonio anche regolarizzare
in chiesa. Che cosa si potrebbe aggiungere…. “la rumagnola” di
Bagnacavallo, che conosciamo da molto tempo, ha mantenuto fede alla fama
di cui gode e se anche in parte è costituita da giovani elementi,
ha dimostrato di aver raggiunto un livello artistico difficilmente superabile.
Il preparato pubblico del San Luigi si è divertito; e poiché si
trovava di fronte ad attori degni del medesimo rispetto non alla ricerca
di facile effetti, ha riso ed applaudito al momento opportuno, senza
disturbare la recitazione con rumori eccessivi, spesso segno che l’attore
cerca di forzare e che il pubblico forza a sua volta. Mi piace ricordare
due attori di eccezione, Arturo Parmiani e Maria Baioni, dire della loro
recitazione:efficace e perfetta è poco. Una menzione particolare
merita Elisa Prampolini (Nina), che come ebbi a definire una rivelazione
per il nostro teatro regionale, ora non ho dubbi nel proporla come una
solida conferma nella nostra più classica drammaturgia. Bravo
anche Giuseppe Pretelli (Cagnera) per aver dimostrato freschezza interpretativa
tenendo il pubblico col fiato sospeso per tutto il tempo necessario alla
conclusione brillante del suo racconto scenico. L’autore, il ravennate
Eligio Cottignoli, senz’ombra di dubbio, è stato il rappresentante
più applaudito della corrente “anti-puritana” romagnola.
Le sue commedie riscuotevano e riscuotono ancora un tale successo che
quando si rappresentava “Cla Bèla famiulèna” o “Se
ognon e badess a ca su” il pienone in teatro era assicurato. Il
linguaggio è sempre molto sciolto e il dialogo efficace, i personaggi
sono dipinti con rara perizia e spesso i loro sentimenti sono messi in
evidenza con tentativi di introspezione psicologica. L’elogio degli
attori è facile, ognuno nel suo ruolo merita un applauso, al critico
non rimane altro che ricordare ciò che avvenne il 22 febbraio
1969 con le parole del professor Icilio Missiroli (sindaco di Forlì).
Missiroli scriveva: “Prima di iniziare lo spettacolo, gli attori
si sono presentati assieme e Arturo Parmiani, a nome di tutti, ha ringraziato
il pubblico forlivese che ripetutamente ha invitato “la rumagnola” a
Forlì…… A spettacolo terminato, possiamo noi ringraziare
i valenti attori ed augurarci di averli ancora tra noi: sempre benvenuti,
se verranno con la preparazione e la dignità con cui si sono presentati”.
Noi che eravamo presenti, venerdì 30 Gennaio 2004, alla loro rappresentazione
confermiamo il giudizio e rinnoviamo l’invito.
Diego Angeloni.
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