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Tutti attenti e divertiti ad
ascoltare la bella lingua romagnola

La voce - 04 Febbraio 2004 -

FORLI’ – Gran serata venerdì scorso al teatro San Luigi per la rassegna della commedia dialettale “amarcord San Luis”. Davanti a un folto pubblico la compagnia “la rumagnola C.D.T.” di Bagnacavallo, ha rappresentato “Cla Bèla famiulèna”. La commedia, in passato ripetutamente rappresentata, ha ricevuto nell’attuale interpretazione un rilievo forse maggiore di quello che avevo già notato. Il merito si deve certamente alla regia di Arturo Parmiani, che ha saputo armonizzare i suoi attori e fonderli in modo da non lasciare in ombra nessun personaggio e da animare l’esecuzione, anche nei momenti difficili. La vicenda è particolarmente gustosa. Pulinèra (Arturo Parmiani) anticlericale mazziniano, già umiliato per il fatto che suo figlio si è fatto prete; tiranneggiato dalla moglie Clurinda (Maria Baioni), cattolica praticante, stretto dalle tenere pressioni della figlia Nina (Elisa Prampolini), finirà per battezzarsi e in occasione del suo trentesimo anniversario di matrimonio anche regolarizzare in chiesa. Che cosa si potrebbe aggiungere…. “la rumagnola” di Bagnacavallo, che conosciamo da molto tempo, ha mantenuto fede alla fama di cui gode e se anche in parte è costituita da giovani elementi, ha dimostrato di aver raggiunto un livello artistico difficilmente superabile. Il preparato pubblico del San Luigi si è divertito; e poiché si trovava di fronte ad attori degni del medesimo rispetto non alla ricerca di facile effetti, ha riso ed applaudito al momento opportuno, senza disturbare la recitazione con rumori eccessivi, spesso segno che l’attore cerca di forzare e che il pubblico forza a sua volta. Mi piace ricordare due attori di eccezione, Arturo Parmiani e Maria Baioni, dire della loro recitazione:efficace e perfetta è poco. Una menzione particolare merita Elisa Prampolini (Nina), che come ebbi a definire una rivelazione per il nostro teatro regionale, ora non ho dubbi nel proporla come una solida conferma nella nostra più classica drammaturgia. Bravo anche Giuseppe Pretelli (Cagnera) per aver dimostrato freschezza interpretativa tenendo il pubblico col fiato sospeso per tutto il tempo necessario alla conclusione brillante del suo racconto scenico. L’autore, il ravennate Eligio Cottignoli, senz’ombra di dubbio, è stato il rappresentante più applaudito della corrente “anti-puritana” romagnola. Le sue commedie riscuotevano e riscuotono ancora un tale successo che quando si rappresentava “Cla Bèla famiulèna” o “Se ognon e badess a ca su” il pienone in teatro era assicurato. Il linguaggio è sempre molto sciolto e il dialogo efficace, i personaggi sono dipinti con rara perizia e spesso i loro sentimenti sono messi in evidenza con tentativi di introspezione psicologica. L’elogio degli attori è facile, ognuno nel suo ruolo merita un applauso, al critico non rimane altro che ricordare ciò che avvenne il 22 febbraio 1969 con le parole del professor Icilio Missiroli (sindaco di Forlì). Missiroli scriveva: “Prima di iniziare lo spettacolo, gli attori si sono presentati assieme e Arturo Parmiani, a nome di tutti, ha ringraziato il pubblico forlivese che ripetutamente ha invitato “la rumagnola” a Forlì…… A spettacolo terminato, possiamo noi ringraziare i valenti attori ed augurarci di averli ancora tra noi: sempre benvenuti, se verranno con la preparazione e la dignità con cui si sono presentati”. Noi che eravamo presenti, venerdì 30 Gennaio 2004, alla loro rappresentazione confermiamo il giudizio e rinnoviamo l’invito.
Diego Angeloni.

 

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