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L'onta maggiore per un mazziniano anticlericale: un figlio prete e un matrimonio in chiesa

La voce - 06 Febbraio 2005 -

LONGIANO – Gran pomeriggio domenica scorsa al teatro Pretella per la rassegna della commedia romagnola dedicata a Fausto D Longiano. Davanti al pubblico delle grandi occasioni la compagnia “la rumagnola C.D.T.” di Bagnacavallo, ha rappresentato “Cla Bèla famiulèna”. La commedia, in passato ripetutamente rappresentata, ha ricevuto nell’attuale interpretazione un rilievo forse maggiore di quello che avevo già notato. Il merito si deve certamente alla regia di Arturo Parmiani, che ha saputo armonizzare i suoi attori e fonderli in modo da non lasciare in ombra nessun personaggio e da animare l’esecuzione, anche nei momenti difficili. La vicenda è particolarmente gustosa. Pulinèra (Arturo Parmiani) anticlericale mazziniano, già umiliato per il fatto che suo figlio si è fatto prete; tiranneggiato dalla moglie Clurinda (Maria Baioni), cattolica praticante, stretto dalle tenere pressioni della figlia Nina (Elisa Prampolini), finirà per battezzarsi e in occasione del suo trentesimo anniversario di matrimonio anche regolarizzare in chiesa. Che cosa si potrebbe aggiungere…. “la rumagnola” di Bagnacavallo, che conosciamo da molto tempo, ha mantenuto fede alla fama di cui gode e se anche in parte è costituita da giovani elementi, ha dimostrato di aver raggiunto un livello artistico difficilmente superabile. Il pubblico del Pretella si è divertito; e poiché si trovava di fronte ad attori degni del medesimo rispetto non alla ricerca di facile effetti, ha riso ed applaudito al momento opportuno, senza disturbare la recitazione con rumori eccessivi, spesso segno che l’attore cerca di forzare e che il pubblico forza a sua volta. Mi piace ricordare due attori di eccezione, Arturo Parmiani e Maria Baioni, dire della loro recitazione: efficace e perfetta è poco. Una menzione particolare merita Elisa Prampolini (Nina), che come ebbi a definire una rivelazione per il nostro teatro regionale, ora non ho dubbi nel proporla come una solida conferma nella nostra più classica drammaturgia. Bravo anche Giuseppe Pretelli (Cagnera) per aver dimostrato freschezza interpretativa tenendo il pubblico col fiato sospeso per tutto il tempo necessario alla conclusione brillante del suo racconto scenico. L’autore, il ravennate Eligio Cottignoli, senz’ombra di dubbio, è stato il rappresentante più applaudito della corrente “anti-puritana” romagnola. Le sue commedie riscuotevano e riscuotono ancora un tale successo che quando si rappresentava “Cla Bèla famiulèna” o “Se ognon e badess a ca su” il pienone in teatro era assicurato. Il linguaggio è sempre molto sciolto e il dialogo efficace, i personaggi sono dipinti con rara perizia e spesso i loro sentimenti sono messi in evidenza con tentativi di introspezione psicologica. L’elogio degli attori è facile, ognuno nel suo ruolo merita un applauso, al critico non rimane altro che congratularsi.
Diego Angeloni.

 

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